Le sentenze che non esistono
Nel giugno 2023 un giudice federale di New York, P. Kevin Castel, ha sanzionato due avvocati e il loro studio con una penalità di 5.000 dollari. Avevano depositato un atto con precedenti inesistenti, citazioni e passaggi falsi creati dallo strumento ChatGPT. Il caso è Mata v. Avianca.
Nell'ordinanza il giudice ricorda che le regole esistenti attribuiscono agli avvocati un ruolo di filtro, per garantire l'accuratezza di ciò che depositano. Il problema non era usare uno strumento nuovo. Era non controllare.
Non è un caso isolato
Nel giugno 2025 la High Court di Inghilterra e Galles è tornata sul tema in due casi decisi insieme, Ayinde e Al-Haroun. La sentenza è di Dame Victoria Sharp, presidente della King's Bench Division, e del giudice Johnson.
Il principio è netto. Chi usa questi strumenti per la ricerca giuridica ha il dovere professionale di verificarne l'accuratezza su fonti autorevoli, prima di usarla nel proprio lavoro. E il dovere vale anche per chi si affida al lavoro di altri che li hanno usati.
Nel frattempo Damien Charlotin cura un database delle decisioni in cui un giudice ha accertato, o lasciato intendere, che una parte si è basata su contenuti inventati. Non raccoglie semplici sospetti. Raccoglie decisioni.
Il vero tema
Si potrebbe leggere tutto questo come un argomento contro gli strumenti. Io lo leggo in un altro modo.
Una citazione inventata arriva in tribunale quando si rompe una catena: chi scrive non verifica, chi firma non rilegge, chi organizza il lavoro non prevede un controllo. È un errore di processo, non di tecnologia.
Per questo la risposta non può essere solo disciplinare. Serve progettare il lavoro. Ogni citazione deve avere una fonte che qualcuno ha aperto. Ogni atto deve avere una persona che ne risponde. E la verifica deve essere un passaggio visibile, non un atto di fede.
Il professionista del futuro non è quello che usa di più gli strumenti. È quello che sa dimostrare cosa ha controllato.
Nel tuo studio o ufficio, chi verifica le citazioni prima che un atto esca? È scritto da qualche parte o si dà per scontato?
Rispondi via emailRiflessione personale, non costituisce parere legale.