Il professionista resta al centro
La legge 23 settembre 2025, n. 132 ha un articolo breve dedicato alle professioni intellettuali. È l'articolo 13. Lo rileggo spesso, perché riguarda anche me.
Il primo comma dice che l'uso di sistemi di intelligenza artificiale nelle professioni intellettuali è finalizzato al solo esercizio delle attività strumentali e di supporto, con prevalenza del lavoro intellettuale oggetto della prestazione.
Il secondo comma aggiunge un obbligo di informazione. Per assicurare il rapporto fiduciario, le informazioni sui sistemi usati dal professionista vanno comunicate al cliente "con linguaggio chiaro, semplice ed esaustivo".
Cosa cambia in pratica
Due cose, secondo me.
La prima: il giudizio resta umano. Lo strumento può cercare, ordinare, proporre. La valutazione, la responsabilità e la firma restano del professionista.
La seconda: la trasparenza verso il cliente diventa parte della prestazione. Non basta una riga nel mandato. Serve spiegare quali strumenti si usano, per cosa, con quali limiti. In modo che si capisca.
È curioso. La legge chiede ai professionisti esattamente quello che chiediamo da anni ai documenti: chiarezza. Una buona occasione per cominciare dalle nostre lettere di incarico.
Il tuo avvocato, commercialista o consulente ti ha mai spiegato quali strumenti automatici usa per lavorare sul tuo caso?
Rispondi via emailRiflessione personale, non costituisce parere legale.