Il lavoratore ha diritto di sapere
L'articolo 11 della legge 23 settembre 2025, n. 132 riguarda il lavoro. Il secondo comma dice che il datore di lavoro o il committente è tenuto a informare il lavoratore dell'utilizzo dell'intelligenza artificiale, nei casi e con le modalità dell'articolo 1-bis del decreto legislativo 26 maggio 1997, n. 152.
Quell'articolo è stato introdotto nel 2022 dal decreto legislativo 27 giugno 2022, n. 104, che ha attuato la direttiva europea su condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili. Riguarda l'uso di sistemi decisionali o di monitoraggio automatizzati.
Informare non basta
La legge del 2025 quindi non inventa un obbligo nuovo. Lo collega esplicitamente agli strumenti più recenti. È un segnale utile: chi lavora deve sapere quando un sistema contribuisce a valutarlo, assegnargli compiti o controllarlo.
Ma il valore dell'informazione dipende da come viene data. Un allegato di venti pagine consegnato il primo giorno rispetta forse l'obbligo. Non mette nessuno in condizione di capire.
Un'informativa utile risponde a domande semplici. Quale sistema usate? Per decidere cosa? Chi controlla le sue indicazioni? Come posso chiedere spiegazioni o contestare?
Sono quattro domande. Se un'organizzazione non sa rispondere in modo chiaro, il problema non è l'informativa. È il sistema.
Sai se nel tuo lavoro un sistema automatico contribuisce a valutarti o a distribuire i compiti? Te l'hanno spiegato in modo comprensibile?
Rispondi via emailRiflessione personale, non costituisce parere legale.