Chi ha insegnato alla tua squadra a usare questi strumenti?
L'articolo 4 dell'AI Act, sull'alfabetizzazione in materia di intelligenza artificiale, è tra le prime norme ad applicarsi, dal 2 febbraio 2025. Con il Regolamento (UE) 2026/1744, il cosiddetto Digital Omnibus, entrato in vigore il 27 luglio 2026, il suo testo è stato sostituito.
Oggi dice che fornitori e utilizzatori adottano misure per sostenere lo sviluppo dell'alfabetizzazione del proprio personale e di chi usa i sistemi per loro conto. Tenendo conto di conoscenze tecniche, esperienza, istruzione, formazione, contesto d'uso e delle persone su cui i sistemi saranno usati. E aggiunge una precisazione: l'obbligo non richiede di garantire un livello specifico di alfabetizzazione di alcuna persona.
Commissione e Stati membri devono sostenere questi sforzi, in particolare per le PMI. La Commissione pubblicherà esempi pratici.
Più leggero, non meno importante
Sulla carta, a mio avviso, l'obbligo appare più morbido. La norma dice espressamente che non serve garantire un livello specifico. Ma sarebbe un errore leggerlo come un via libera a non fare nulla.
Il rischio che la norma vuole ridurre non è cambiato. Una persona che non sa cosa uno strumento può fare e cosa no si fida quando dovrebbe verificare. Non riconosce un errore plausibile. Non sa a chi rivolgersi quando qualcosa non torna.
Per questo continuo a pensare all'alfabetizzazione come a un progetto, non come a un adempimento. Si parte da cosa le persone fanno ogni giorno. Si misura dove sbagliano. Si migliora. Un attestato dice che qualcuno ha seguito un corso. Non dice che ha capito.
Ora che l'AI Act precisa che non serve garantire un livello specifico di alfabetizzazione, la tua organizzazione farà di più o di meno?
Rispondi via emailRiflessione personale, non costituisce parere legale.